Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

Centro Nazionale Carabinieri Bodiversità Pieve Santo Stefano

Indirizzo

Loc. Riolo, 23 52036 - Pieve Santo Stefano

Telefono

0575799024

Email

043598.001@carabinieri.it

PEC

far43597@pec.carabinieri.it

Il Centro di Pieve Santo Stefano si trova in Toscana, nell’alta valle del Tevere e produce piantine forestali ai sensi della Direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, come recepita dal D. L.vo. 386/2003.

L’attività di produzione e conservazione dei semi e delle piantine forestali parte dalla raccolta dei semi per i quali risulta fondamentale la certificazione della provenienza. Per tale motivo i frutti delle specie forestali vengono raccolti direttamente dai nostri OTI in aree forestali ben individuate all’interno delle Riserve e aree demaniali gestite. Successivamente suddivisi per lotti di provenienza, i frutti raccolti vengono lavorati con macchinari specifici e differenti procedure che variano a seconda della specie e della provenianza, per consentire l’estrazione dei semi e garantire la purezza del prodotto finale.

I semi così estratti, sono sottoposti a analisi genetiche e prove di germinabilità in laboratorio, per poi essere sottoposti a processi di disidratazione per la successiva conservazione, per lotti di provenienza, in grandi celle frigorifere a temperature che, a seconda delle specie conservate  vanno da +4 °C a –6 °C.

I lotti di semi, in tutte le fasi delle diverse lavorazioni, sono mantenuti rigidamente separati ed identificati, come pure le piantine che poi ne derivano, in modo da garantire la tracciabilità del materiale genetico e prediligere, ove possibile, provenienze locali rispetto al luogo del successivo utilizzo.

Il CNCB, oltre all’attività di lavorazione dei semi, gestisce il “Vivaio Forestale Alto Tevere”, che ha un’estensione complessiva di circa 17 ettari, all’interno del quale si producono le  piantine forestali necessarie alle attività di recupero e rinaturalizzazione svolte dai Reparti Biodiversità nelle riserve naturali gestite. Inoltre, parte del materiale prodotto è utilizzato in progetti di  educazione ambientale, coordinati dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità (da ultimo il programma “Un albero per il futuro” con l’appendice dell’ “Albero di Falcone”), e per ogni esigenza connessa alla tutela e ripristino, anche a seguito di incendi ed eventi meteorici avversi, del patrimonio forestale gestito.

 

Oltre all’attività storica di produzione di materiale di propagazione certificato a fini forestali, il Centro di Pieve Santo Stefano opera in stretta collaborazione con tutti i Reparti Biodiversità per attività di conservazione del germoplasma di specie di interesse bio-ecologico provenienti dalle riserve naturali in gestione. Presso il CNCB sono infatti conservati i semi delle specie più rare delle riserve gestite dai Reparti Biodiversità. In questo modo le preziose risorse genetiche delle specie più rappresentative sono preservate ex situ, a disposizione dei Reparti, per i numerosi progetti di tutela della flora condotti nelle riserve statali su tutto il territorio nazionale. Nei laboratori del Centro, le specie vegetali più rare e meno conosciute, sono oggetto di specifiche attività di ricerca volte alla individuazione dei fattori limitanti il loro sviluppo (acqua, luce, temperatura, vernalizzazione, scarificazione ecc.), al fine di riconoscere le migliori condizioni per il loro sviluppo e conservazione.

Per la propagazione delle specie forestali, la cui riproduzione per seme risulta per varie ragioni difficoltosa, nei laboratori del Centro si effettua anche la conservazione in vitro di tessuti vegetali. In questo modo i grandi alberi monumentali che hanno perso la propria capacità riproduttiva (non producono più semi), le specie rare delle quali si rinvengono pochissimi semi o solo frammenti di tessuto e molte specie erbacee rare hanno comunque la possibilità di essere riprodotte.

Con questa tecnica si sta tentando ad esempio di riprodurre i grandi esemplari presenti all’interno degli arboreti sperimentali di Vallombrosa, realizzati nel 1869, che custodiscono attualmente oltre individui  provenienti dai cinque continenti.

Gran parte degli esemplari riprodotti, oltre ad essere conservati presso il Centro, vengono reintrodotti nei loro ambienti, come ad esempio per la Dryopteris tyrrhena di Montecristo. Questa specie era stata dichiarata estinta dall’isola. Qualche anno fa, durante una attività di ricerca relativa alla presenza di specie aliene, fu riscontrato un unico esemplare per altro su un piccolo versante in frana. Alcuni tessuti di tale esemplare, portati nei nostri laboratori e sottoposti a particolari tecniche riproduttive hanno dato luogo a un numero sufficiente di esemplari, successivamente messi a dimora in situ  in modo che tale specie, presso l’isola di Montecristo, sia oggi considerata non più in pericolo di estinzione.