Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

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Riserva Naturale Biogenetica Orrido di Botri

Riserva Naturale Biogenetica Orrido di Botri

Regione

Toscana

Luogo

Bagni di Lucca (Lucca)

Info

CODICE EUAP: EUAP 0133

ANNO DI ISTITUZIONE: 1971

SUPERFICIE: 286 ha

Cartografia

Per visualizzare su base cartografica la superficie della Riserva, digitarne il nome in “Strumenti à Ricerca su attributi” dal Portale Cartografico Nazionale del Ministero della transizione ecologica, selezionando poi “Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP)”
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(attenzione: i confini ivi riportati sono in corso di revisione ed aggiornamento)

Proprietà dei terreni

Demanio statale

Aree Protette Sovrapposte

ZSC e ZPS IT5120007 “Orrido di Botri” – Estensione: 244 ha, con area quasi totalmente sovrapposta a quella della Riserva

COME ARRIVARE

La Riserva è raggiungibile da Lucca con la Statale n. 12 del Brennero, che si percorre fino a Fornoli, nei pressi di Bagni di Lucca; si devia poi verso Tereglio, imboccando la Provinciale n. 56, e seguendo le indicazioni per Ponte a Gaio-Orrido di Botri.

NORME DI FRUIZIONE DELLA RISERVA

Buona parte del percorso si svolge direttamente in alveo. I Sentieri CAI (n° 07-11-12-13-14) che attraversano la Riserva nei crinali più alti sono accessibili tutto l’anno. La porzione visitabile più turistica e caratteristica dell’area protetta, si percorre direttamente in alveo e rimane accessibile esclusivamente da metà giugno a metà settembre, compatibilmente con le condizioni meteo. Il percorso all’interno dell’Orrido di Botri è ad elevato RISCHIO derivante da PERICOLO diffuso di scivolamento e caduta, caduta sassi e ipotermia. Pertanto si sconsiglia l’accesso al percorso alle donne in stato di gravidanza, e a tutte le categorie in particolare con difficoltà deambulatorie.

L’accesso alla Riserva è condizionato dal ritiro de biglietto presso l’apposita biglietteria, posta poco prima dell’ingresso nell’area protetta. Tale biglietteria funge anche da punto informazioni e accoglienza. Orario: 9.00-18.00 Ingresso gratuito. Obbligo di prenotazione al 0583-800020

CENTRI VISITA/MUSEI

Durante la stagione turistica numerose mostre fotografiche prendono luogo nelle aree limitrofe la biglietteria.

ATTIVITÀ IN CORSO

Monitoraggi gestiti dal personale interno:

  • Gufo reale (Bubo bubo)

Monitoraggi in collaborazione con enti terzi

  • Anfibi e Rettili con la collaborazione dell’Università di Pisa

BREVE DESCRIZIONE DELLA RISERVA

Situata all’interno del Comune di Bagni di Lucca (LU), nell’alto bacino del fiume Fegana, affluente del Serchio. Qui, i torrenti Mariana e Ribellino si congiungono in un unico corso d’acqua, denominato prima Solco grande e poi Rio Pelago, dando vita ad una profonda incisione nella roccia calcarea. La Riserva protegge il canyon naturale e le sue pareti, da un’altitudine di 634 m s.l.m. ad una massima di 1334 m.

HABITAT

La Riserva ospita numerosi habitat forestali e non, molti dei quali protetti della Direttiva Habitat:

  • Habitat 6110: Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell’Alysso-Sedion albi  Prati aridi, erboso-rupestri, con vegetazione pioniera di succulente, muschi e licheni.
  • Habitat prioritario 6210*: Praterie dei pascoli abbandonati su substrato neutro-basofilo (Festuco-Brometea) (* con importante presenza di orchidee). Praterie e perenni a dominanza di graminacee aride, interessate da una ricca presenza di specie di Orchidee (Orchideaceae), motivo per il quale l’habitat è considerato prioritario. Sono presenti 20 specie diverse di orchidee, quattro delle quali inserite nell’allegato “A” della L.R. Toscana n.56/2000.
  • Habitat 6430: Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile. Comunità di alte erbe a foglie grandi (megaforbie) che si sviluppano, in prevalenza, al margine dei corsi d’acqua e di boschi umidi.
  • Habitat 7220: Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion). Muschi che si sviluppano in prossimità di sorgenti e pareti stillicidiose che danno origine alla formazione di travertini o tufi per deposito di calcare sulle fronde.
  • Habitat 8120: Ghiaioni calcarei e scisto-calcarei montani e alpini (Thlaspietea rotundifolii). Ghiaioni mobili, con comunità erbacee pioniere perenni.
  • Habitat 8210: Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica. Comunità vegetali rupestri che vivono nelle fessure delle rocce carbonatiche.
  • Habitat 8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico. Grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare, spesso strettamente endemiche, e che sono di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi.
  • Habitat 9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum Faggete (Fagus sylvatica), pure o miste di suoli acidi e particolarmente poveri in sostanze nutritive.
  • Habitat 9180 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion. Boschi di caducifoglie che si sviluppano lungo gli impluvi e nelle forre umide con rocciosità superficiale. Le specie forestali più rappresentative sono il Faggio (Fagus sylvatica) e il Carpino nero (Ostrya carpinifolia).
  • Habitat 9260 Boschi di Castanea sativa Boschi dominati da castagno, anche di origine naturale, ma con sottobosco connotato da una discreta naturalità.

FLORA

Oltre alle specie evidenziate nel paragrafo precedente, si citano le seguenti specie, particolarmente rare e pregiate data la posizione geografica della Riserva: Linaiola di Sommier (Thesium sommieri), Vedovelle delle Apuane (Globularia incanescens),Carice delle Apuane (Carex macrostachys), Erba perla rupestre (Moltkia suffruticosa), Pinguicola di Maria (Pinguicula mariae), Arenaria di Bertoloni (Arenaria bertolonii), Centaurea di Arrigoni (Centaurea arrigonii), Digitale appenninica (Digitalis lutea. ssp. Australis), Festuca gracile (Festuca inops), Erba cornacchia di Zanoni (Murbeckiella zanonii), Ranuncolo d’Appennino (Ranunculus apenninus), Aquilegia Bertolonii (Aquilegia bertolonii), Genziana purpurea (Gentiana purpurea), Erba lucciola piemontese (Luzula pedemontana), Orchide militare (Orchis militaris),  Orchide pallida (Orchis pallens), Platantera verdastra (Platanthera chlorantha), Coralloriza trifida (Corallorhiza trifida) e la Pimula orecchia d’orso (Primula auricula)

FAUNA

Tra la fauna, spiccano tre super predatori di grande valore ecologico: il Lupo (Canis lupus), l’Aquila reale (Aquila chrysaetos) e il gufo reale (Bubo bubo). Altri uccelli di interesse sono il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), la Tottavilla (Lullula arborea), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Gheppio (Falco tinnunculus).

Tra gli Anfibi, il Geotritone italiano (Speleomantes italicus) rappresenta un endemismo da conservare.

Gli ungulati rivestono un ruolo fondamentale, con la presenza di ben 5 specie: cinghiale, (Sus scropha) Capriolo (Capreolus capreolus), Daino (Dama dama, non autoctono), Cervo (Cervus elaphus) e Muflone (Ovis musimon, non autoctono). Alcune capre selvatiche inoltre, vivono ormai stabilmente nella riserva. Altri mammiferi rilevanti sono l’Arvicola delle nevi (Chionomys nivalis), il quercino (Eliomys quercinus), l’Arvicola di Fatio (Microtus multiplex) e il Moscardino (Muscardinus avellanarius).

Tra gli insetti protetti dalla Direttiva UE Habitat si segnala la Falena dell’Edera (Euplagia quadripunctaria), il Cerambicide del Faggio (Rosalia alpina) e il Cervo volante (Lucanus cervus).

Normativa

Decreto istitutivo Riserva di Luoghi Naturali: D.M 26/07/1971

Decreto costituzione Riserva Biogenetica D.M. 02/03/1977

Ampliamento superficie del 03/12/1992 D.M. n. 7099/92 

Decreto designazione ZSC-ZPS: DECRETO MATTM 22 dicembre 2016

Legge n.394/91.

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