Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

Riserva Naturale Biogenetica Piano degli Ontani

Riserva Naturale Biogenetica Piano degli Ontani

Regione

Toscana

Luogo

Abetone Cutigliano (Pistoia)

Info

Codice EUAP: 0136

Anno di istituzione: 1977 (D.M. 13 Luglio 1977).

Superficie: 590 ha

Cartografia

Per visualizzare su base cartografica la superficie della Riserva, digitarne il nome in “Strumenti à Ricerca su attributi” dal Portale Cartografico Nazionale del Ministero della transizione ecologica, selezionando poi “Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP)”
Vai al Portale Cartografico
(attenzione: i confini ivi riportati sono in corso di revisione ed aggiornamento)

Proprietà dei terreni

Demanio statale

Aree Protette Sovrapposte

Comprende al suo interno una porzione della Zona di Protezione Speciale IT5130004 “Pian degli Ontani”; è completamente compresa nella più ampia Zona Speciale di Conservazione IT5130001 “Alta Valle Sestaione”.

Come arrivare

La Riserva è raggiungibile da Pistoia percorrendo prima la SR 66 e poi la SS12 fino alla loc. Casotti di Cutigliano, dove si devia sulla SP 20 in direzione di Pian

Ontani/Pian di Novello.

Norme di fruizione della Riserva

La Riserva è di libero accesso. Per escursioni di gruppi organizzati a vario titolo e per lo svolgimento di iniziative e manifestazioni in Riserva è necessario presentare una richiesta di autorizzazione al Reparto CC Biodiversità di Pistoia, almeno 15 giorni prima della data prevista dell’iniziativa, con descrizione dell’attività che si vuole svolgere, numero di partecipanti attesi, itinerario previsto, durata dell’attività. La Riserva non presenta zonazione.

Esiste un percorso facilmente fruibile, corredato da aeree di sosta per pic-nic, punti d’acqua e pannelli didattici. Lungo tale percorso è stato allestito uno spazio con opere d’arte denominato “A tempo di gioco nell’orto di Giovannino” nel quale l’arte diventa il tramite privilegiato per avvicinare i più piccoli alla natura. È disponibile una carta della sentieristica.

Centri Visita

Alle porte della Riserva è stato recuperato un antico fabbricato, il Centro Visitatori “Fior di Pietra”, dove è stata realizzata un’aula didattica, utilizzata per eventi di educazione ambientale e proiezione di filmati naturalistici e che ospita mostre tematiche temporanee e permanenti. Il Centro è aperto durante l’anno solo per eventi organizzati, mentre nei mesi estivi è aperto sabato e domenica rispettando il seguente orario 10:00/12:30 – 15:00/18:00.

Descrizione

La Riserva di Pian degli Ontani si distingue per le faggete monumentali, derivate dalla conversione di boschi utilizzati in passato per la produzione di carbone impiegato nelle numerose ferriere della zona. Fin dal 1873 i terreni delle attuali Riserve di Abetone, Pian degli Ontani e Campolino costituivano una cospicua porzione della Real Foresta di Boscolungo, appartenente alle Possessioni del Granduca di Toscana. Con l’annessione della Toscana al Regno d’Italia, la Foresta passò al Real Corpo delle Foreste, poi divenuto Corpo Forestale dello Stato. Sulla presenza di questa maestosa ed estesa foresta si è basata, almeno fino agli anni ’70, gran parte dell’economia della zona. Il bosco forniva legname da opera e combustibile da riscaldamento o da industria (soprattutto il carbone per le ferriere di Mammiano). Economicamente importanti erano anche le attività di pascolo, la fienagione delle erbe, la raccolta della legna morta, di fragole e lamponi oltre che di foglia secca impiegata come lettiera per gli animali. Da alcune cave si estraevano le lastre da tetto e i sassi da costruzione. La Riserva si sviluppa tra i 1100 e i 1770 m s.l.m. e si colloca nel bacino idrografico del Torrente Sestaione ed è delimitata nella zona sommitale da un crinale con ampie zone aperte (praterie) di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, su cui si ergono il Poggione (1761), il Pizzo Alpestre (1743) e il Monte Uccelliera (1656). Il territorio, solcato da numerosi affluenti ricchi d’acqua anche d’estate, presenta un’inclinazione moderata e costante (Nord-Est) e poche zone accidentate. Tipici i macereti, costituiti da accumuli di massi, anche di notevole dimensione, nonché gli isolati e affioranti lastroni di arenaria. Il paesaggio è quello tipico montano appenninico con faggete, boschi misti mesofili, praterie di crinale e brughiere montane.

Habitat (Direttiva Habitat 92/43/CEE)

4060: Lande alpine e boreali

6230*: Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane

6430: Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile

8130: Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili

8220: Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica

8230: Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii

9110: Faggeti del Luzulo-Fagetum

9130: Faggeti dell’Asperulo-Fagetum

9260: Boschi di Castanea sativa

9410: Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)    

Flora

La Riserva è coperta per gran parte della superficie da rigogliose faggete pure. Meno diffusi i boschi misti, nei quali il faggio si unisce all’abete bianco, ad alcune sporadiche latifoglie (acero montano, frassino maggiore, salicone, maggiociondolo) e, più raramente, all’abete rosso. Tra le specie erbacee dalle fioriture più appariscenti si citano la genziana minore (Gentiana asclepiadea), la belladonna (Atropa belladonna), l’erba cornacchia di Zanoni (Murbeckiella zanonii), la sassifraga a foglie rotonde o erba stella (Saxifraga rotundifolia).

Fauna

Tra i mammiferi sono presenti il lupo (Canis lupus), il capriolo (Capreolus capreolus), la martora (Martes martes), la faina (Martes foina), l’arvicola delle nevi (Chionomys nivalis) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris). Recenti studi hanno individuato 11 specie di chirotteri, alcuni assai rari e vulnerabili come il vespertilio di Natterer (Myotis nattereri), il vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteinii) e la nottola gigante (Nyctalus lasiopterus), tutte protette dalla Direttiva UE Habitat, così come il lupo.

I crinali aperti, sopra il limite del bosco, costituiscono aree di caccia per l’aquila reale (Aquila chrysaetos), che nidifica poco lontano. Gli ambienti rocciosi sono frequentati dal sordone (Prunella collaris), dal culbianco (Oenanthe oenanthe) e dal codirossone (Monticola saxatilis). In ambiente forestale, oltre alle cince, allo scricciolo (Troglodytes troglodytes), al fringuello (Fringilla coelebs), si possono incontrare il luì verde (Phylloscopus sibilatrix) ed il ciuffolotto (Pyrrhula phyrrula) e, in particolare nei boschi misti di faggio ed abete, è segnalata la presenza del rampichino alpestre (Certhia familiaris).

Tra le specie di anfibi e rettili di interesse naturalistico si ricordano il biacco (Hierophis viridiflavus), la biscia dal collare (Natrix natrix), la lucertola muraiola (Podarcis muralis), la rana agile (Rana dalmatina), la rana alpina o montana (Rana temporaria) e la salamandra pezzata (Salamandra salamandra).

Nei torrenti della zona vivono la trota fario (Salmo trutta fario) e lo scazzone (Cottus gobio).

Normativa

Normativa Europea

Direttiva 92/43/CEE “Habitat” – “Direttiva 92/43 CEE del consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”.

“Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici” la cui versione codificata ha abrogato e sostituito integralmente la Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” – “Direttiva del consiglio del 2 aprile 1979 concernente la conservazione degli uccelli selvatici”.

Normativa Nazionale

Ministero per l’Agricoltura e le Foreste – D.M. 13 luglio 1977 – “Costituzione di riserve naturali biogenetiche””.

  1. 394/1991 – “Legge quadro sulle aree protette”.

DPR 8 settembre 1997, n. 357 – “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche”.

Ministero dell’Ambiente – D.M. 20 gennaio 1999 – “Modificazioni degli allegati A e B del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, in attuazione della direttiva 97/62/CE del Consiglio, recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della direttiva 92/43/CEE”.

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – D.M. 3 settembre 2002 – “Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000”.

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – D.M. 17 ottobre 2007 – “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”.

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – D.M. 22 dicembre 2016 – “Designazione di 16 zone speciali di conservazione (ZSC) della regione biogeografica continentale e di 29 ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della regione Toscana”.

Normativa Regione Toscana

L.R. 30/2015 – “Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-  ambientale regionale. Modifiche alla L.R. 24/1994, alla L.R. 65/1997, alla L.R. 24/2000 ed alla L.R. 10/2010”.

D.G.R. n. 644 del 5 luglio 2004 – “Attuazione art. 12, comma 1, lett. a) della L.R. 56/00 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche). Approvazione norme tecniche relative alle forme e alle modalità di tutela e conservazione dei Siti di importanza regionale (SIR)”.

D.G.R. n. 454 del 16 giugno 2008 – “D.M. 17.10.2007 del Ministero Ambiente e tutela del Territorio e del Mare – Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a zone speciali di conservazione (ZSC) e zone di protezione speciale (ZPS) – Attuazione”.

D.G.R. n. 1006 del 18 novembre 2014 – “LR 56/00: art.12 comma 1, lett.a) . Approvazione norme tecniche relative alle forme e alle modalità di tutela e conservazione dei Siti di importanza regionale (SIR). Aggiornamento e integrazione della Deliberazione n. 644 del 5 luglio 2004”.

D.G.R. n.1223 del 15 dicembre 2015 (all. A – all. B – all. C) – “Direttiva 92/43/CE “Habitat” – art. 4 e 6 – Approvazione delle misure di conservazione dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria) ai fini della loro designazione quali ZSC (Zone Speciali di Conservazione)”.

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