Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

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Riserva Naturale Speleologica Bus De La Genziana

Riserva Naturale Speleologica Bus De La Genziana

Regione

Veneto

Luogo

Fregona (Treviso)

Info

Codice EUAP: 0149

Anno di istituzione: 1987

Estensione: 46 ha (profondità 587 m circa, sviluppo 8 km circa)

Cartografia

Per visualizzare su base cartografica la superficie della Riserva, digitarne il nome in “Strumenti à Ricerca su attributi” dal Portale Cartografico Nazionale del Ministero della transizione ecologica, selezionando poi “Elenco Ufficiale Aree Protette (EUAP)”
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(attenzione: i confini ivi riportati sono in corso di revisione ed aggiornamento)

Proprietà dei terreni

Demanio Statale

Aree Protette Sovrapposte

ZSC IT3230077 “Foresta del Cansiglio”.

Come arrivare

Raggiungibile, da Sud, dall’uscita dell’Autostrada A27 “Vittorio Veneto Sud” indicazioni per Fregona e Bosco del Cansiglio. Raggiungibile, da Nord, dall’uscita dell’Autostrada A27 “Lago di Santa Croce” indicazioni per Farra, Alpago e Bosco del Cansiglio.

Norme di fruizione della Riserva

L’accesso alla grotta è riservato, previa autorizzazione, a sole persone esperte e titolate appartenenti a Gruppi Speleologici o Istituti di ricerca.

Centri Visita/Musei

Museo Ecologico “Giovanni Zanardo” situato a 2 chilometri dalla Riserva nella Piana del Cansiglio, con ricche esposizioni di fauna autoctona tassidermizzata e riproduzioni con diorami di ambienti naturali. Apertura stagionale estiva, inclusi festivi.

Attività in corso

La cavità è stata oggetto da parte dell’Università di Trieste di un dettagliato rilevamento geologico sotterraneo con la creazione di un “Ramo dei Laboratori” a 25 m di profondità. comprensivo di una stazione geodetica ipogea dotata di clinometri. L’obiettivo è studiare i movimenti lenti delle Prealpi veneto-friulane e nel caso specifico le deformazioni del Cansiglio dovute agli spostamenti delle placche, oltre che le maree terrestri, in quanto l’intera area è ad alto rischio sismico. Vengono condotti inoltre studi sulla dissoluzione chimica delle rocce mediante la costruzione di alcune stazioni di rilevamento volte alla dissoluzione carsica sulle pareti rocciose e l’azione meccanica che i piccoli corsi d’acqua esercitano sulla roccia durante le piene. All’interno del Bus della Genziana, occasionalmente, vengono effettuate in sicurezza visite guidate per geologi e ricercatori, sempre condotte da esperti speleologi.

Breve descrizione della Riserva

La grotta è stata scoperta solo nel 1966 e rilevata per la prima volta nel 1970. Si sviluppa nelle viscere del Gruppo montuoso del Cansiglio – Cavallo, un massiccio carsico situato nelle Prealpi Carniche, che si protende come sulla pianura veneto-friulana. Il Bus de la Genziana si apre in località Pian Cansiglio a quota 1020 m a monte del margine della Strada Statale n. 422 al Km 23 nel comune di Fregona (Treviso) e fu scoperta nel 1966, per puro caso, da alcuni operai in seguito a lavori di allargamento della strada. Nel suo interno la temperatura si mantiene pressoché costante per tutto l’anno: + 5°C ~ 7,5°C. La grotta si sviluppa con complessi sistemi di gallerie, pozzi, sale, forre, meandri a volte labirintici anche ben concrezionati. Nei primi 20-30 metri di profondità si attraversano rocce di calcare marnoso, scaglia, che poi lasciano spazio a formazioni calcaree del Monte Cavallo. L’intricato dedalo di vuoti di cui è composta si dirama nella conca del Cansiglio e raccoglie, come un grande imbuto, gran parte dell’acqua della conca così convogliata nelle risorgive pedemontane, un sistema carsico ipogeo di tipo alpino che ha trasformato l’altopiano in un grande bacino chiuso e imbrifero. Sebbene le precipitazioni medie annue siano di circa 1800 mm, è per questa ragione il Cansiglio è attualmente privo di torrenti e fiumi superficiali. Il carsismo è un fenomeno naturale che consiste nella dissoluzione delle rocce per opera dell’acqua piovana, che modella il territorio sia superficiale (carsismo epigeo) che sotterraneo (carsismo ipogeo o profondo).

Habitat

è presente l’habitat protetto dalla Direttiva UE Habitat 8310 – Grotte non sfruttate a fini turistici.

Fauna

Le grotte, a differenza di quanto si possa immaginare, sono abitate da organismi molto specializzati, che vivendo in permanenza nel sottosuolo nel corso dell’evoluzione si sono adattati alle condizioni diverse e spesso estreme di questi ambienti. In maggioranza si tratta di invertebrati, in particolare planarie, anellidi, molluschi, ma soprattutto artropodi, essenzialmente rappresentati da insetti, crostacei, diplopodi, aracnidi. Le loro condizioni di vita sono paragonabili a quelle che si hanno sotto i grossi massi, tra le microfratture della roccia e tra il detrito del suolo, con la differenza che spesso nelle profondità del sottosuolo non filtra la luce ed è quindi impossibile la fotosintesi clorofilliana: per questo la maggior parte di questi organismi sono animali, mentre i vegetali sono relegati ai pochi siti dove filtra ancora un po’ di sole.

 

Normativa

D.M. istitutivo 16/6/1987, L. n. 394/1991 (legge quadro sulle aree protette), D.G.R. e D.M. di designazione di ZSC 27/07/2018, 10/05/2019 e 20/06/2019 (https://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/reti-ecologiche).

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